To Be in Jazz 2006 - I concerti aperitivo

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Associazione Blue Note Orchestra

 

presenta

 

(TO) BE IN JAZZ - I Concerti Aperitivo

VI EDIZIONE
 

Sassari
3/10/17/24/31 dicembre 2006
Ore 11.00
I.S.O.L.A. - Padiglione “E.Tavolara”
(Presso Giardini Pubblici)

 

 

Domenica 3 dicembre
“Amada Trio”

Peo Alfonsi - chitarra classica e 12 corde
Salvatoe Majore - contrabbasso
Roberto Dani - batteria 

 

Domenica 10 dicembre

“Woodstore Quintet”

Massimo Carboni - sax tenore
Andy Gravish - tromba e flicorno
Mariano Tedde - piano
Paolo Spanu - contrabbasso
Gianni Filindeu - batteria 

 

Domenica 17 dicembre

“Kilim Trio”

Massimo Ferra - chitarre
Massimo Tore - contrabbasso
Roberto Pellegrini - percussioni 

 

Domenica 24 dicembre

“Giorgio Crobu Trio” 
Giorgio Crobu - chitarra
Nicola Muresu - contrabbasso
Gianni Filindeu - batteria 

 

Domenica 31 dicembre

“Orchestra Jazz della Sardegna” 
El Barbaro del Ritmo - Omaggio a Benny Morè
Musiche di Benny Morè arrangiate da Giovanni Agostino Frassetto
Giovanni Agostino Frassetto: direzione, flauto

Daniela Cossiga, Sante Maurizi: voci recitanti
Antonello Franca: voce solista
Valentina Casu, Andrea Desole, Andrea Lubino: coro

Luca Lanza, Dante Casu, Massimo Carboni, Teodoro Ruzzettu, Marco Maiore: saxes

Raffaele Polcino, Francesco Lento, Luca Uras, Pietro Pilo: tromba
Gavino Mele, Roberto Chelo: corno
Salvatore Moraccini, Emiliano Desole: trombone
Mariano Tedde: pianoforte
Roberto Tola: chitarra
Alessandro Zolo: contrabbasso
Luca Piana: batteria
Sebastiano Pacifico, Pavel Hernadez, Piermario Costanza: percussioni

 


Manifestazioni Collaterali

 

Al termine dei concerti

Il Museo del Vino - Enoteca Regionale della Sardegna

vi propone la degustazione di una selezioni di vini 

e prodotti tipici in collaborazione con

 
Cantina Castello -  Monte Acuto
Cantina Gallura – Tempio Pausania
Cantina di Quartu – Quartu S.Elena
Cantina Sociale – Dorgali
Tenute Sella & Mosca
Formaggi Sias – Borore
Bontà di Sardegna – Macomer
Panificio L’Orchidea – Bolotana
Museo del Pane Rituale – Borore
Galydhà Formaggi Caprini – Nuoro

 

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Dopo cinque fortunate edizioni che hanno visto la partecipazione, tra gli altri, di musicisti quali Giorgio Gaslini, Stefano Bollani, Enrico Pieranunzi, Paolo Fresu, Antonello Salis, Rita Marcotulli, Maria Pia DeVito, Patrice Heral e Maurizio Giammarco, grazie al contributo dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Sassari, dell’Assessorato alla Cultura della Regione Sardegna, del Dipartimento dello Spettacolo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Fondazione Banco di Sardegna, l’Associazione Blue Note Orchestra organizza la sesta edizione della Rassegna (To) BE IN JAZZ, manifestazione attesa e seguita dal pubblico cittadino che ama il jazz e le iniziative fuori dagli schemi. Articolata in cinque concerti, a partire dal 3 dicembre e fino al 31 dicembre, alle ore 11.00, si svolgerà a Sassari presso il Padiglione dell’Artigianato “Eugenio Tavolara”.

Il progetto “(To) BE IN JAZZ” consente un incontro diretto e informale tra il pubblico presente ed i musicisti ospiti, offrendo un’alternativa culturale di qualità per il periodo natalizio.

In questo modo, il pubblico viene richiamato verso il centro della città e gli operatori commerciali ed artigiani possono usufruire dei vantaggi di questa presenza.

Ciò è possibile grazie alla scelta della domenica quale giorno deputato per gli avvenimenti e all’orario d’inizio dei concerti stessi (ore 11.00).  

 

La sesta edizione della rassegna “(TO) BE IN JAZZ” focalizza la propria attenzione su formazioni il cui comune denominatore è la provenienza dei musicisti che ne fanno parte. Ognuna di esse è, infatti, composta da musicisti sardi i quali hanno operato scelte di “residenza” alquanto differenti l’uno dall’altro. Si tratta, infatti, di musicisti che operano nella scena jazz nazionale ed internazionale e che, in alcuni casi, hanno ritenuto opportuno allentare il cordone che lega alle radici, sia per cercare nuovi stimoli creativi, per esplorare realtà diverse, sia per il fatto di essere richiesti altrove per le proprie capacità o semplicemente per non essere soffocati da anguste, sebbene invisibili, “catene” geografiche. Naturalmente tutto ciò non implica che ci si trovi al cospetto di un “selvaggio borgo natìo” in qualche modo rinnegato, disconosciuto. Al contrario, la motivazione, ed in un certo senso il tema di quest’edizione di “(To) BE IN JAZZ”, è proprio una sorta di “chiamata a raccolta” di realtà e progetti affatto diversi, tutti accomunati dal fatto che i fautori provengono dalla Sardegna; per inciso, il peso specifico dei musicisti italiani a livello mondiale è in costante aumento, in non trascurabile misura grazie all’apporto dei musicisti sardi. Resta però la considerazione che, se è vero, com’è vero, che è sempre e dovunque difficile portare avanti progetti di valore, le difficoltà crescono nella nostra regione, dove una realtà come quella dell’Orchestra Jazz della Sardegna sopravvive da diciassette anni nonostante gli enormi ostacoli d’ordine logistico-finanziario e le minori opportunità che la geografia ha dato in sorte. Difficoltà che non hanno in alcun modo impedito al Woodstore Quintet (Massimo Carboni sax tenore,  Mariano Tedde pianoforte, Paolo Spanu contrabbasso, Gianni Filindeu batteria, tutti musicisti di rilevante esperienza e competenza, in questa occasione in compagnia dell'eccellente Andy Gravish alla tromba) di essere da più di un lustro una realtà di rilevanza internazionale; basti citare la vittoria al prestigioso concorso internazionale “Barga Jazz”, nel 2001, o il fatto che il loro secondo CD, “41st Parallel”, pubblicato dall’etichetta tedesca Nagel-Heyer Records e registrato con la collaborazione di un monumento come Tim Hagans, nel gennaio 2006 sia stato eletto Album of the Week dal giornale inglese “The Independent”, a riprova che, anche se si decide di mantenere la base operativa nella propria terra, le qualità alla lunga sono destinate ad emergere. E’ anche naturale, poi, che altri artisti, se non vogliono soccombere, debbano rivolgersi altrove per veder valorizzate le proprie qualità; si veda il caso del chitarrista oristanese Giorgio Crobu, berlinese d’adozione, il quale ha vissuto tra l’altro esperienze professionali in Scandinavia, Portogallo, Inghilterra e Giappone, oppure di Nicola Muresu, attivo da anni nella scena europea, del chitarrista Paolo “Peo” Alfonsi o del contrabbassista Salvatore Maiore, oppure è il caso di Massimo Ferra (altro chitarrista; quest’anno “(To)be in Jazz” ha un’attenzione particolare nei confronti di formazioni che comprendono la chitarra), Roberto Pellegrini (percussioni) e di Massimo Tore (contrabbasso), ovvero il Kilìm Trio, che ha catturato l’ammirazione di Pat Metheny, tanto per fare un nome.

Una “chiamata a raccolta”, si diceva, alla quale i musicisti sono stati ben felici di rispondere ed alla quale siamo certi contribuiranno da par loro.    

 

 

Trio “AMADA” (3 dicembre)

 

Peo Alfonsi   chitarra classica e 12 corde

Salvatore Maiore    contrabbasso

Roberto Dani     batteria

 

Il trio “AMADA” è un nuovo progetto del chitarrista Peo Alfonsi, del contrabbassista Salvatore Maiore e del percussionista Roberto Dani.

“AMADA” è l’acronimo dei cognomi dei tre musicisti, ma anche un omaggio alla lingua sarda (la parola “amada” significa amata, cara, preferita) terra d’origine di due componenti del gruppo (Peo Alfonsi e Salvatore Maiore sono nati rispettivamente a Cagliari e Sassari).

Al centro del progetto stanno la ricerca di una sonorità acustica, la cura meticolosa degli arrangiamenti di ogni singola composizione e la costante interazione tra i musicisti.

Il jazz aleggia nello sfondo di questa musica più come base di approccio che come stilema, ma le soluzioni più ricorrenti e forse abusate di questo genere di musica (come ad esempio l’improvvisazione sugli accordi) sono ridotte all’essenziale e inserite in un contesto in cui la cura della composizione e dell’arrangiamento prevalgono sulla concezione solistica.

L’improvvisazione è presente nella musica del trio più come ricerca collettiva di un clima sonoro che valorizzi l’idea compositiva che come dimostrazione di  abilità individuale.

Altre e molteplici sono le influenze stilistiche, dalla musica latino-americana alla contemporanea, e in genere tutto ciò che costituisce bagaglio d’esperienza di ciascun componente del trio.

Il repertorio è costituito prevalentemente da composizioni di Alfonsi, ma vede la compartecipazione dei tre musicisti sul piano della ricerca di un identità di suono del trio, all’interno del quale non esiste una “leadership” ma una collaborazione volta alla reciproca influenza. Il trio ha registrato il CD “Amada” per la Splasch records

 

 

Woodstore Quintet  (10 dicembre)

 

Massimo Carboni – sax tenore
Andy Gravish – tromba
Mariano Tedde – piano
Paolo Spanu – contrabbasso
Gianni Filindeu - batteria

 

Il WQ nasce in Sardegna nel 2000.

I suoi componenti convergono verso questo progetto musicale comune dopo aver singolarmente maturato collaborazioni ed esperienze al fianco di illustri nomi del jazz contemporaneo; sono uniti dalle stesse origini regionali, dal comune background jazz e dalla volontà di creare una sintesi musicale nella quale possano convivere cantabilità tematica, varietà armonica, scrittura e improvvisazione.

I primi risultati di questo lavoro arrivano a pochi mesi dalla nascita: la formazione vince il concorso Internazionale Barga Jazz 2001, e registra il primo CD "Distanza", edito nel 2002 dalla Splasc(h). 

Da quel momento il gruppo prosegue alternando le esibizioni in festival e rassegne jazz (Time in Jazz, Barga Jazz, Italian Jazz Festival di Londra, Terni Jazz Fest, Musica sulle Bocche etc. integrando nel proprio organico musicisti come Flavio Boltro, Maria Pia De Vito, Tom Kirkpatrick, Eric Vloeimans, Andy Gravish etc.), ad altri progetti originali. Per il commento sonoro del film “Steamboat Bill Jr", il WQ affianca la Orchestra Jazz della Sardegna nella interpretazione delle musiche composte e dirette da Bruno Tommaso.
Nel 2005 la tedesca Nagel Heyer Records, una delle più attente etichette jazz in campo mondiale, produce il loro secondo CD, dal titolo "41st Parallel". Primo lavoro discografico a nome di una formazione italiana a far parte del catalogo Nagel Heyer, il cd è stato registrato con Tim Hagans, autentico master tra i trombettisti internazionali, ospitando anche la voce di Maria Pia De Vito. Un interesse internazionale confermato dalle positive recensioni sulla stampa estera, tra cui l’inglese “The Independent” che ha scelto “41st Parallel” come “Album of the week” nel gennaio 2006.
”41st Parallel” testimonia che le straordinarie distanze che separano la Sardegna da New York o Napoli (le tre diverse aree da cui provengono i musicisti impegnati nel lavoro discografico, curiosamente allineate sullo stesso parallelo) vengono annullate dalle affinità artistiche dei musicisti, confermando ancora una volta la capacità del WQ di dialogare con le più disparate personalità musicali (www.woodstore.it)

 

 

Kilìm Trio  (17 dicembre)

 

Massimo Tore  contrabbasso

Massimo Ferra  chitarra

Roberto Pellegrini  percussioni

 

Il Kilìm Trio conduce l’ascoltatore attraverso paesaggi sonori appena suggeriti o evocati dallo stato mutevole degli umori. Le composizioni sono superfici, odori, colori, graffiti, piccole presenze organiche di un luogo non-luogo.

Ne risulta una tessitura in cui si manifesta la raffinata indole del trio, sospesa fra le trame di gusto jazz, le accorte parentesi percussive o le virtuose evoluzioni della chitarra. Ferra, Pellegrini e Tore adottano come nota distintiva della loro ricerca musicale ed estetica l’arte di “improvvisar suonando” in reciproco ascolto. Il Kilìm Trio segue traiettorie di volta in volta jazzistiche o autoriali, trova soluzioni minimali o popolari, ma mai smette quella ricerca e quella luminosa integrità musicale che continua a rimanere la loro cifra stilistica più evidente.

 

Una nuvola come tappeto, direbbe lo scrittore Erri De Luca  parafrasando le Sacre Scritture. Questo sembra voler fare il Kilìm Trio: tessere una densa e al tempo sottilissima trama sonora sopra la quale far viaggiare la fantasia dell’ascoltatore, come quando bambini, distesi sull’erba, guardavamo il cielo che improvvisava figure soltanto per noi.

I tre artigiani Kilìm, forti di un’intesa emotiva e fortunati di un’ispirazione terrena e aerea, compongono un mosaico sonoro di grande intensità e improvvise variazioni, proprio come quando nel cielo le nuvole disegnano arabeschi intimi e immaginari.

 

 

 

Giorgio Crobu Trio (24 dicembre)

 

Giorgio Crobu  chitarra
Nicola Muresu  contrabbasso

Gianni Filindeu  percussioni

 

Giorgio Crobu
Debutta nel 1975; si esibisce in tutta Europa e nel 1983 si trasferisce a Berlino dove entra in contatto con jazzisti di tutto il mondo. Nel 1986 si stabilisce in Inghilterra e partecipa attivamente alla scena londinese, evidenziando la sua predilezione per il trio chitarra, contrabbasso e batteria. Si esibisce in Portogallo, Francia, Austria, Olanda, Giappone, Svizzera, Scandinavia. La sua musica, eseguita con tecnica impeccabile, richiama le romantiche atmosfere di Bill Evans ed il calore tipico della cultura mediterranea.
Nel 2000 inizia una stretta collaborazione con il Teatro La Scala di Milano.
Dal 1993 è titolare della cattedra di chitarra jazz presso il Conservatorio Hanns Eisler di Berlino, dove vive attualmente. Ha collaborato, tra gli altri, con Joe Pass,  Buddy Tate, Al Grey,  Bob Minzer, Eddie Gomez, Benny Bailey, Giovanni Tommaso, Danny Moos.
                                                     

Gianni Filindeu

Ha suonato con Tim Hagans, Ernst Rejiseger, Paolo Fresu, Tom Kirkpatrick, Flavio Boltro, Antonello Salis, Antonio Faraò, Rick Margitza etc.
Ha partecipato ad importanti Jazz Festival in Germania, Inghilterra, Turchia, Francia, Etiopia, Kenya, Zimbabwe e Cina. Suona con il Woodstore Quintet con cui ha vinto il premio Barga Jazz 2001 e registrato due lavori discografici per le etichette Splasc(H) e Nagel Heyer Records.            

      

Nicola  Muresu
Attivo professionalmente da circa 15 anni, è uno dei sidemen più richiesti dai musicisti d’oltreoceano in tournee in Europa. Si è esibito in festival di prestigio con Benny Golson, Jerry Bergonzi, Steve Grossman, Johnny Griffin, Dave Liebman, Jimmy Owens, Tony Scott,  Steve Lacy, Art Farmer, Larry Smith, Lee Konitz etc.
Ha collaborato con Paolo Fresu,  Flavio  Boltro, Pietro Tonolo, Franco Cerri, Bruno De Filippi, Bebo Ferra, Antonio Hart, Rachel Gould,  Keith Copeland, George Roberts ecc.

 

                                                                                                                
Orchestra Jazz della Sardegna
 (31 dicembre)

Omaggio a Benny Morè: "El barbaro del ritmo"

 

"Omaggio a Benny Moré”, è uno spettacolo nel quale l’esperienza artistica del grande cantante e compositore cubano verrà rivissuta con la rielaborazione delle principali composizioni praticata dal direttore principale dell’Orchestra Jazz della Sardegna, Giovanni Agostino Frassetto. La vicenda di Moré sarà ripercorsa non solo sotto l’aspetto artistico-musicale, ma verrà approfondito anche il contesto storico nel quale egli operò, grazie alla presenza delle voci narranti degli attori Daniela Cossiga e Sante Maurizi, i quali fungeranno da continuo rimando per il pubblico, che verrà guidato attraverso un’analisi delle tappe della carriera di Moré. 

Dalla militanza nell’orchestra di Perez Prado, durante la quale si affermò come fuoriclasse del canto latino, fino alla fondazione de “La Banda Gigante”, sua personale orchestra con cui riscosse successo internazionale quale voce più famosa, duttile e prestigiosa del canto cubano, tanto da essere invitato negli Stati Uniti per i festeggiamenti della notte degli Oscar del 1959, anno in cui si esibirà al Palladium insieme a Tito Puente.

Moré come sintesi storico-artistica del patrimonio culturale cubano, interprete in grado di affrontare indifferentemente tutti gli stili della tradizione musicale cubana, un catalizzatore dalle straordinarie capacità, custode e divulgatore di una tradizione che parte dai primi anni del novecento e da lì si dipana fino a coprire un arco temporale di mezzo secolo.

 

Musiche di Benny Morè arrangiate e dirette da Giovanni Agostino Frassetto 

Orchestra Jazz della Sardegna

Daniela Cossiga, Sante Maurizi voci recitanti
Antonello Franca voce solista
Valentina Casu, Andrea Desole, Andrea Lubino coro
 
Giovanni Agostino Frassetto, direzione, flauto 
Luca Lanza, sax contralto
Dante Casu, sax contralto e clarinetto
Massimo Carboni, sax tenore
Teodoro Ruzzettu, sax tenore e clarinetto
Marco Maiore, sax baritono
Raffaele Polcino, Francesco Lento, Luca Uras, Pietro Pilo, tromba
Gavino Mele, Roberto Chelo, corno
Salvatore Moraccini, Emiliano Desole, trombone
Mariano Tedde, pianoforte
Roberto Tola, chitarra
Alessandro Zolo, contrabbasso
Luca Piana, batteria
Sebastiano Pacifico, Pavel Hernadez, Piermario Costanza percussioni

 

To Be in Jazz è realizzato dalla

Associazione Blue Note Orchestra

con il contributo di

Comune di Sassari - Assessorato alle Politiche Culturali
Regione Autonoma della Sardegna - Assessorato allo Spettacolo
Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Dipartimento dello Spettacolo
Fondazione Banco di Sardegna

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