To Be in Jazz 2007 - I concerti aperitivo

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Associazione Blue Note Orchestra

 

presenta

 

(TO) BE IN JAZZ - I Concerti Aperitivo

VII EDIZIONE - "Il trombone"

 

Sassari
2/9/16/23 dicembre 2007
Ore 11.00
Teatro Civico

 

Come definire “(To) Be in Jazz”? Un’avventura? L’esplorazione di un modo diverso di deliziare orecchio e palato? A voi, se volete, riempire il fantomatico “spazio” con la definizione che più v’aggrada. A noi l’idea di proporre suoni e gusti in modo inconsueto è balenata nel 2001, perché volevamo realizzare il desiderio di avvicinare il pubblico delle sonnacchiose mattine domenicali cittadine ad un incontro il più possibile “alla mano” con artisti di portata internazionale e con realtà importanti e produttive della nostra terra. Così, nel corso del tempo, “(To) Be in Jazz” ha aperto ad amici e progetti le porte di una “casa” ideale, diventando talvolta rassegna tematica (le edizioni dedicate al Pianoforte, alle Percussioni, al Cool Jazz), talaltra facendosi più concettuale (nel 2006 ci ha ispirati la “sardità sparsa per il mondo” dei musicisti che ci hanno fatto compagnia). In tutto ciò, aiutati da amici (Giorgio Gaslini, Stefano Bollani, Rita Marcotulli, Woodstore Quintet, Danilo Rea, Patrice Heral, Maria Pia DeVito, Maurizio Giammarco, Paolo Fresu, tra i tanti) che hanno voluto dividere con noi e voi quest’esperienza, abbiamo provato, e speriamo di esserci riusciti, a stimolare, interessare, divertire e, talvolta, anche provocare.

 

 

La settima edizione è dedicata al Trombone e parte il giorno 2 dicembre con il Nuovo Quartet di Massimo Morganti, trombonista, arrangiatore e direttore della “Colours Jazz Orchestra”, che con questa formazione completata dai compagni di lunga data Angelo Lazzeri (chitarra), Gabriele Pesaresi (contrabbasso) e Stefano Paolini (batteria) proporrà brani del trombonista Hal Crook, e composizioni originali.

Il giorno 9 dicembre appuntamento con il duo di Gianluca Petrella (trombone) e Antonello Salis (fisarmonica e pianoforte), due arditi improvvisatori che promettono una performance che oltrepassa i luoghi comuni.

La domenica successiva, 16 dicembre, salirà sul palco l’Art Express, audace tentativo di “Modern Cool Jazz” nato originalmente come tributo all’espressionismo musicale e portato avanti da un manipolo di musicisti sardi (Francesco Lento tromba  Dante Casu clarinetto basso  Luca Lanza sax contralto, flauto   Giampiero Carta sassofoni, clarinetto   Marcello Peghin  chitarra, synth  Maurizio Pulina pianoforte   Sebastiano Dessanay contrabbasso Carlo Sezzi batteria) da tempo interessati alla fusione in un unico piano prospettico di modalità compositive ed esecutive. L’Art Express pone grande attenzione nei confronti della scrittura ma anche allo spettro timbrico già estremamente vario ed ulteriormente arricchito dall'inserimento in organico del trombonista italiano Beppe Caruso, autentico chef di suoni ed eclettico musicista dalla riconoscibile vena melodica.

Ultimo appuntamento della rassegna, il 23 dicembre, è quello con il progetto StrongBone  (Roberto Rossi e Salvatore Moraccini trombone, Giovanni Agostino Frassetto pianoforte, Nicola Muresu contrabbasso, Gianni Filindeu batteria), formazione che presenterà un omaggio a due mostri sacri del trombone, Kai Winding e Jay Jay Johnson.

 

Per chi ci sarà, l’occasione di assaporare non solo musica. Per noi, la gioia di aver portato a compimento un’ulteriore tappa di un percorso gustoso ed emozionante.

 

 

 

MASSIMO MORGANTI QUARTET

 

Massimo Morganti è una figura di spicco del jazz italiano; trombonista ed arrangiatore, collaboratore tra gli altri di Bob Mintzer, Mike Stern, Greg Hopkins e Gianluigi Trovesi, dirige la “Colours Jazz Orchestra”, che coinvolge i migliori musicisti marchigiani e collabora frequentemente con figure importanti del Jazz contemporaneo, tra tutti il grande trombettista canadese Kenny Wheeler. Il Nuovo Quartetto di Morganti, che proporrà brani originali, brani del trombonista Hal Crook e rivisitazioni di standard, vede schierati il chitarrista Angelo Lazzeri (allievo di John Abercrombie, Dave Liebman e John Scofield, collaboratore dell’attore e cantante David Riondino e docente di Prassi strumentale jazzistica al Conservatorio di Musica “Luigi Canepa” di Sassari), il contrabbassista Gabriele Pesaresi (allievo di Paolino Dalla Porta e Furio Di Castri, ha all’attivo collaborazioni con Kenny Wheeler, John Taylor ed Enrico Rava) ed il batterista Stefano Paolini, (il quale, oltre ad aver studiato percussioni con Trilok Gurtu, Peter Erskine e Dave Weckl è anche diplomato in clarinetto e collabora con Eumir Deodato Europe Xpress & Europe trio, Michel Portal & Orchestra sinfonica Arturo Toscanini, Lucio Dalla e Tullio De Piscopo).

Il quartetto ha già all'attivo una serie di concerti in centro Italia, fra cui all'interno dell'Ancona Jazz Summer Festival, ed è in procinto di registrare il primo disco.

 

 


PETRELLA SALIS DUO

 

Gianluca Petrella e Antonello Salis, duo vulcanico e capace di trasformare ogni esibizione in un evento assolutamente impedibile, appartengono a generazioni diverse, ma, grazie allo straordinario interplay che sanno sviluppare, buttano giù steccati e comunicano, si ascoltano e si fanno ascoltare creando materia sonora agli antipodi dei luoghi comuni. Arditi improvvisatori incontratisi per la prima volta nel 2001 sul palcoscenico di Time in Jazz ed autori del CD “Rinoceronti sul Limbara”, forieri di poesia ma al contempo capaci di furie improvvise (e poetiche anch’esse), possono chiedere ai propri strumenti di inventare suoni che, nel momento in cui si direbbero familiari svelano invece una natura aliena e sfidano chi ascolta a rinunciare ad approdi riconoscibili, rassicuranti. Gianluca Petrella con il proprio volo leggerissimo su di uno strumento notoriamente “ingombrante” come il trombone evoca talvolta la stessa leggerezza di J. J. Johnson; Antonello Salis con il suo pianoforte spesso trattato che di volta in volta accarezza o brutalizza e la fisarmonica che appare quasi come un’appendice del corpo del musicista, parte di sé indispensabile per spiccare il volo. Buona partenza, tenetevi forte.

 

 

ART EXPRESS

 

Art Express è il rapido 307 Roma – Milano o più semplicemente un viaggio a 360° nel più moderno linguaggio jazzistico del terzo millennio? 

Alla faccia del “semplice” e del terzo millennio Art Express è un audace tentativo di “Modern Cool Jazz” nato originariamente come tributo all’espressionismo musicale e portato avanti da un manipolo di musicisti sardi da tempo interessati alla fusione in un unico piano prospettico di modalità compositive ed esecutive .

Perché scomodare l’espressionismo?  

Semplicemente perché, rispetto ad un approccio creativo “totale”, il pensiero di questa scuola anticipava concetti e idee molto avanzate: ad esempio l’idea di “rappresentazione teatrale” veniva concepita come sintesi di elementi (suono, colore, parola e azione mimica) fusi in un unico piano prospettico.

Nel caso di Art Express quel piano prospettico è dato da una musica che viene rappresentata attraverso una specie di mostra/concerto dove vengono esposte dodici miniature sonore caratterizzate dalla convivenza tra le tinte forti dell’esecuzione e le linee più morbide delle composizioni e degli arrangiamenti che consentono continui travasi stilistici e di genere.

Una musica evocatrice d’immagini e profumi e l’attenzione nei confronti della scrittura e di uno spettro timbrico già estremamente vario, qui arricchito dall'inserimento in organico del trombonista italiano Beppe Caruso, autentico chef di suoni ed eclettico musicista dalla riconoscibile vena melodica.

 

 

 

STRONGBONE QUINTET

 

JJ Johnson e Kai Winding sono stati indiscutibilmente i trombonisti più famosi che il bebop abbia espresso. Johnson, autore di un’epocale rivoluzione tecnica dello strumento, dopo le esperienze con Count Basie, Miles Davis ed Oscar Pettiford unì nel 1954 i propri talenti a quelli di Kai Winding, trombonista nelle orchestre di Benny Goodman e Stan Kenton e dotato di grande tecnica, impeto furioso e notevole fantasia. Il quintetto a due tromboni guidato dai due ebbe un inaspettato successo, con dischi quali “Jay and Kai”, e rappresentò un’influenza determinante per generazioni di trombonisti a venire. Lo StrongBone Quintet, che schiera una formazione identica a quella dei due Grandi Vecchi, vede in azione lo stile sorprendentemente fluido, agile e raffinato del grande trombonista riminese Roberto Rossi, già membro dell’orchestra di Barga, ed il sassarese Salvatore Moraccini; impetuoso e sanguigno solista, titolare da anni dell'Orchestra Jazz della Sardegna. Il quintetto è completato dalla ritmica composta da Giovanni Agostino Frassetto al pianoforte, Nicola Muresu al contrabbasso e Gianni Filindeu alla batteria, musicisti sardi di provata esperienza.

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