<<Sacred Concerts>> di Duke Ellington

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JazzOp VI edizione

"Sacred Concerts"
musiche di Duke Ellington


Orchestra Jazz della Sardegna

Direzione Bruno Tommaso


Coro del Friuli Venezia Giulia

Direzione Cristiano dell’Oste


Marta Raviglia
Voce solista


19 Settembre 2009

SANTA TERESA GALLURA

Chiostro del Porto ore 21.00

 

Sabato 19 settembre alle ore 21.00, nel Chiostro del Porto di Santa Teresa di Gallura, l’Associazione Blue Note Orchestra propone un nuovo progetto nell’ambito della sesta edizione della rassegna di produzioni originali “JazzOp”. “Sacred Concerts” è il suo nome, insolito excursus nella musica sacra da parte dell’Orchestra Jazz della Sardegna che del jazz ha fatto motivo fondamentale della propria esistenza, divenendo un’autentica istituzione del Jazz nazionale che annovera collaborazioni importanti con, tra i tanti, Bob Mintzer, Paolo Fresu, Carla Bley, Maria Pia De Vito, Colin Towns, Enrico Rava.  Unica formazione orchestrale stabile operante nella nostra regione e tra le pochissime in Italia, l’OJdS festeggia quest’anno il proprio ventennale di attività.

Ma si tratta un paradosso solo apparente, poiché i Sacred Concerts sono i tre concerti di musica sacra a cui Duke Ellington lavorò con particolare devozione negli ultimi anni di vita e che rappresentano il suo testamento spirituale. Ellington curò personalmente sia gli arrangiamenti per big band e coro che i testi ispirati in gran parte al Vecchio e al Nuovo Testamento. Si tratta di musiche di straordinaria bellezza, che l’orchestra di Ellington eseguì nelle più importanti chiese e cattedrali, nelle sale da concerto e nelle università di tutto il mondo a partire dal 1965, anno in cui il primo Sacred Concert fu rappresentato nella Grace Cathedral di San Francisco. Questa musica, che venne composta negli anni in cui la lotta degli afroamericani per l’emancipazione e l’uguaglianza acquisì una maggiore consapevolezza politica, oltre al messaggio strettamente connesso a tematiche religiose ha anche una forte valenza sociale. Essa sosteneva le istanze dei neri d’America e lo faceva in modo convinto e penetrante, sebbene non provocatorio. Significativamente la suite “Freedom”, che conclude l’opera con un forte messaggio di speranza, ha uno sviluppo che ne porta la durata ad oltre dieci minuti. I Sacred Concerts rappresentano un punto culminante nell’iter artistico di Ellington perché sommano a tecniche e pratiche stilistiche acquisite nuovi elementi quali l’uso del coro, del canto recitativo in forma di reading poetico con profonde influenze gospel e R&B e l’utilizzo di figure del jazz modale su cui tanti sperimentavano proprio negli  anni sessanta.

Quest’opera così complessa verrà eseguita dall’Orchestra Jazz della Sardegna, diretta da Bruno Tommaso, contrabbassista e compositore romano di casa in Sardegna, essendo stato docente di contrabbasso al Conservatorio di Sassari. I musicisti dell’OJdS (Luca Lanza - sax alto, flauto  Dante Casu - sax alto, clarinetto Massimo Carboni - sax tenore  Teodoro Ruzzettu - sax tenore, clarinetto Marco Maiore - sax baritono Luca Uras, Francesco Lento, Pietro Pilo e Giovanni Sanna Passinotromba Gavino Mele e Roberto Chelo - corno Salvatore Moraccini ed Emiliano Desoletrombone  Mariano Tedde - pianoforte Roberto Tolachitarra Alessandro Zolo - contrabbasso Luca Piana – batteria) saranno affiancati, così come accaduto nel concerto tenuto ad Udine nel luglio scorso, dal Coro del Friuli Venezia Giulia diretto da Cristiano dell’Oste. Imponente contraltare vocale ai timbri della big band jazzistica, il Coro è una delle realtà musicali più significative del Friuli, con all’attivo decine di produzioni e concerti a livello nazionale ed internazionale ed un vasto repertorio che spazia dalla musica sacra (Bach, Haendel, Mozart, Haydn, Beethoven, Verdi) a collaborazioni con jazzisti del calibro di Kenny Wheeler ed Enrico Rava e musicisti pop quali Andrea Bocelli e Tosca.


La versatile voce solista di Marta Raviglia, vincitrice dell’ultima edizione del concorso internazionale “Scrivere in Jazz” rappresenta il perfetto corollario per un’esperienza d’ascolto che si preannuncia davvero esaltante.

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