Sacred Concerts di Duke Ellington

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21 dicembre ore 20.30 Sassari Cattedrale di San Nicola

22 dicembre ore 18.30 Stintino Palestra Comunale

23 dicembre ore 21.00 Nuoro Teatro Eliseo

27 dicembre ore 20.30 Cagliari Cripta di San Domenico

 

Music from Sacred Concerts

Duke Ellington

 

Do Diesis Requiem

Stefano Garau

    

Orchestra Jazz della Sardegna

 

Polifonica Santa Cecilia

Direttore del Coro Gabriele Verdinelli

 

Marta Raviglia voce solista

 

Direzione Bruno Tommaso

 

Orchestra Jazz della Sardegna

Luca Lanza sax contralto e soprano
Dante Casu sax contralto e clarinetto
Massimo Carboni sax tenore
Teodoro Ruzzettu sax tenore e clarinetto
Marco Maiore sax baritono
Luca Uras, Emanuele Dau, Pietro Pilo, Giovanni Sanna Passino tromba
Gavino Mele, Roberto Chelo corno
Salvatore Moraccini, Emiliano Desole trombone
Roberto Tola chitarra
Mariano Tedde pianoforte

Alessandro Zolo contrabbasso

Luca Piana batteria e percussioni


 

 Music from Sacred Concerts

Duke Ellington (1899-1974)

 

 

Nell’ottobre del 1962 la commissione di una composizione per l’inaugurazione della Grace Cathedral di San Francisco diede a Duke Ellington l’occasione per l’inizio di un personale percorso artistico e spirituale. Nasce così Concert of Sacred Music che vedrà un’applauditissima prima esecuzione nel settembre 1965 e un buon successo di vendite per la successiva incisione. Il successo fu rinnovato con l’esecuzione e la pubblicazione nel 1968 del Second Sacred Concert e nel 1973 del Third Sacred Concert la cui uscita precedette di appena sei mesi la scomparsa del suo grande autore. I testi, quasi tutti d’ispirazione biblica, avevano anche degli interventi dedicati alle problematiche razziali e d’integrazione sociale del popolo afroamericano, particolarmente sentite negli Stati Uniti dell’epoca segnati dagli assassinii dei fratelli Kennedy, di Malcom X e di Martin Luther King.

Ellington non lasciò mai una versione definitiva o una partitura completa dei suoi Sacred Concerts e anche nelle ultime esibizioni modificò continuamente la successione dei brani in programma e gli arrangiamenti, work in progress stimolato dall’insoddisfazione, dalla necessità del momento e anche dall’incombere della fine del viaggio.

La versione di stasera si basa sulla selezione, tratta da tutti e tre i Concerts, ricostruita e arrangiata da Hoybye e Pedersen nel ’93 sulla base degli scritti e degli ultimi concerti dell’autore, con una scrittura corale notevolmente più elaborata e importante rispetto alle prime esecuzioni. La presenza degli stili storici fondamentali del jazz, dalle radici spiritual alle tecniche più avanzate degli anni ’60, costituisce un interessante compendio sulla straordinaria personalità di Ellington, attualmente non a caso proiettato dalla critica in una dimensione più ampia e sfaccettata rispetto all’ambito della sola musica afroamericana.

L’impegno dell’attuale produzione è stato affrontato dalla Polifonica Santa Cecilia e dall’Orchestra Jazz della Sardegna, due complessi che da tempo dimostrano il valore delle idee e degli artisti regionali anche in ambito nazionale e internazionale: la partecipazione inoltre di una delle più interessanti cantanti nel panorama nazionale, Marta Raviglia, e la direzione affidata al maestro Bruno Tommaso, in questo momento uno dei più importanti direttori-compositori nell’ambito del jazz europeo, aggiungono interesse all’esecuzione di un’opera ormai pienamente collocabile tra i grandi capolavori sinfonico - corali del ‘900.

 

 

Do Diesis Requiem

Stefano Garau (1961)

 

Il Do Diesis Requiem, di autore sassarese, è basato su alcune parti della Missa pro defunctis, scelta determinata dal tentativo di unire credenti e non credenti nel confidare nel riposo dei defunti e nella pace per chi rimane.  Le varie frasi sono inserite in una marcia funebre costruita su un basso ostinato che simula un corteo che passa per poi allontanarsi e spegnersi sulle ultime note basse, come un cuore che lentamente si ferma.

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