Musiche di: Tciaikovsky, Grieg Arrangiamenti: Ellington, Strayhorn, Raja
Direzione: Mario Raja Guest: Achille
Succi (clar)
Introduzione
“Omaggio a Duke Ellington”è la
rielaborazione per orchestra
jazz dello "Schiaccianoci" di
P.I. Ciaikovskij e del "Peer
Gynt" di Edvard Grieg ad opera
dello storico duo Duke
Ellington-Billy Strayhorn. Billy
Strayhorn iniziò la sua
collaborazione con Ellington
come arrangiatore, ma ben presto
fra i due si stabilì un’intesa
assolutamente fuori dal comune,
al punto che da un certo momento
in poi è quasi impossibile
stabilire la paternità delle
composizioni. I due lavoravano
in tandem, ed è in un clima di
straordinaria creatività che
Ellington e Strayhorn decisero,
nel 1960, di dedicarsi alle
versioni jazzistiche dello
“Schiaccianoci” e del “Peer Gynt”.
Queste due composizioni erano
allora popolarissime negli Stati
Uniti, e la pratica di
riproporre i “classici”
reinterpretandoli era comune per
i pianisti di ragtime degli
inizi del secolo. Ma le versioni
ellingtoniane sono straordinarie
perché sono molto più che delle
semplici trasposizioni in chiave
jazzistica, operazione in cui
molti peraltro si sono cimentati
con risultati di dubbio gusto.
La “Nutcracker” e la “Peer Gynt”
suites diventano nelle mani dei
due geniali compositori
americani due opere a se stanti,
con una poetica e una forza
propria, ma con il fascino e
l’atmosfera delle composizioni
originali.
Nutcracker Suite
La sensibilità di Ciajkovskij
era particolarmente legata alla
forma della danza sinfonica.
Egli legò il proprio destino
artistico a quello del
coreografo francese Marius
Petipa. Ai due, il direttore dei
Teatri Imperiali Russi, I. A.
Vsevolozskij, affidò un soggetto
basato su di un racconto di
Hoffmann nella riduzione
francese di Alexandre Dumas
padre, "Lo Schiaccianoci e il Re
dei topi".
Ciajkovskij non sembrò in
principio particolarmente
entusiasta, ma Petipa elaborò
un’idea coreografica che
conservava, cosa particolarmente
gradita al compositore, il
doppio piano della realtà e
della finzione fantastica
presente nell’opera di Dumas.
Dal balletto, Ciajkovskij scelse
degli episodi per la
destinazione concertistica,
realizzando una Suite (op. 71a),
nota come “Lo Schiaccianoci”.
La Nutcracker Suite, nella
versione di Ellington e
Strayhorn, inizia con una
Ouverture totalmente ricomposta,
su un solido tempo di jazz. Il
tema viene esposto dai tromboni
assieme a un’intrigante
contromelodia dei sassofoni. Il
pezzo è condotto in crescendo
fino a che un maliconico
trombone con la sordina wa-wa
porta al secondo tema esposto
dalla tromba. Una linea
discendente è il frammento su
cui è costruita l’intera coda.
Toot Tootie Toot è il titolo che
Ellington ha scelto per la
“Danse des Mirlitons”. Due
clarinetti espongono il tema che
era dei flauti, mentre un sax
tenore e un baritono commentano
con una linea intricata.
Peanut Brittle Brigade è la
versione swing della “Marche”.
Il tema è suonato a tempo veloce
dagli ottoni armonizzati.
Le ance rispondono con un
disegno ad ottavi ripetuti. Il
pezzo si sviluppa con una serie
d’improvvisazioni e di linee che
si sovrappongono in maniera
sempre più esaltante
concludendosi in crescendo con
un solo di sax tenore.
Sugar Rum Cherry è la “Danse de
la Fée-Dragée”. Il pezzo è
condotto su un tempo lento e
ipnotico, con un disegno
africano della percussione.
Entr’acte è una versione più
briosa dell’Overture col tema
che passa da uno strumento
all’altro.
Volga Vouty è la “Danza russa”.
Il tema dei sassofoni su tempo
veloce si sovrappone agli
interventi degli ottoni con le
sordine plunger.
Chinoiserie è la trasposizione
del tema più fedele di tutte, ed
è naturalmente la “Danza
cinese”. Il contrabbasso
commenta con umorismo.
Danse of the Floreadores è il
“Valzer dei fiori”,
rigorosamente in quattro quarti
su un tempo swing veloce. Il
tema è esposto dalle ance con un
esempio di quello che Billy
Strayhorn chiamava “Ellington
sound”.
Arabesque Cookie è la “Danza
araba” e conclude la suite con
un andamento dilatatissimo.
Peer Gynt Suite
Ibsen scrisse "Peer Gynt" mentre
era in viaggio tra Roma, Ischia
e Sorrento. Fu pubblicato nel
novembre 1867, e, a differenza
di altre opere di Ibsen, è
scritto in versi. Ciò in quanto
era originalmente concepito come
opera letteraria, non per essere
rappresentata sul palcoscenico.
Ibsen chiese a Edvard Grieg di
comporre le musiche di scena per
il suo dramma. Poichè allestire
i lavori più lunghi di Ibsen,
come appunto Peer Gynt, è
estremamente difficile, la
partitura musicale cominciò a
vivere indipendentemente dal
dramma. Tanto più che dalla
partitura teatrale Grieg decise
di ricavare due suites
sinfoniche di quattro episodi
ciascuna (Op. 46 e 55), che
diventarono le sue composizioni
più popolari.
La “Peer Gynt Suite” è una
rivisitazione molto più fedele
all’originale, rispetto a quella
della Nutcracker Suite.
Si inizia con Morning Mood in
cui la famosa melodia del
“Mattino” è esposta a turno dal
sax tenore, dal clarinetto, dal
sax baritono e dalla sezione dei
tromboni. Il pezzo è scritto in
quattro quarti, anziché
nell’originale sei ottavi.
In the Hall of the Mountain King
è uno dei numeri più swinganti
del programma. Il senso modale e
concitato del pezzo contrasta
con una scrittura serrata.
Solveig’s Song è quasi una
trascrizione. Il trombone con la
sordina espone la melodia con
accenti struggenti.
Anche Ase’s Death ricalca
fedelmente la partitura
originale, dove Ellington cambia
solo la tonalità del pezzo.
Anitra’s Dance è il numero
finale. Su un tempo swingato e
veloce il tema viene variamente
spezzettato e ricomposto in
quattro quarti.
Oltre alle due suites fanno
parte del programma del concerto
"Omaggio a Duke Ellington" della
Orchestra Jazz della Sardegna
diretta da Mario Raja anche
altri brani come Afro Bossa, che
dà il titolo a una delle suites
più visionarie di Ellington,
Bluebird of Dehli che viene
invece dalla “Far East Suite”
ispirata a Strayhorn dal canto
di un uccellino che ascoltava
dalla finestra del suo albergo a
Delhi ed un arrangiamento di
Sophisticated Lady scritto da
Mario Raja.
Mario Raja
Sassofonista, arrangiatore e compositore nato a Napoli nel
1956, ha esordito professionalmente a Roma nel 1977 con
la sua prima orchestra, ed è diventato presto uno dei
jazzisti italiani più attivi. Allo stesso tempo ha
cominciato a lavorare in studi di registrazione,
orchestre sinfoniche e spettacoli televisivi.
Si è diplomato in sassofono nel 1979 con Baldo Maestri.
Nel 1983 ha vinto il concorso di primo sax tenore
nell'orchestra della RAI-TV di Roma e ne è entrato a far
parte. Dopo un anno ha lasciato l'orchestra per
dedicarsi all'attività concertistica e all'insegnamento.
Nel 1988 ha fondato la propria orchestra "MARIO RAJA BIG
BANG" con alcuni fra i più importanti jazzisti italiani.
Con l'orchestra ha avuto una notevole attività, suonando
nei più importanti festivals italiani e partecipando a
programmi radiofonici e televisivi. Dell'orchestra fanno
oggi parte Gabriele Mirabassi, Pietro Tonolo, Marco
Conti, Gavino Murgia, Marco Tamburini, Giampaolo Casati,
Hilaria Kramer, Roberto Rossi, Piero Leveratto, Pietro
Lussu e Alfred Kramer.
Ne hanno fatto parte anche Maurizio Giammarco, Danilo
Rea, Roberto Gatto, Enzo Pietropaoli, Alberto Corvini,
Rita Marcotulli, Roberto Ottini, Paolo Fresu, Flavio
Boltro, Maria Pia De Vito.
Raja ha lavorato con una quantità di artisti come Joe
Lovano, Gary Smulyan, Enrico Rava, Jerry Lewis, Giovanni
Tommaso, Gianluigi Trovesi, Sal Nistico, Muhal, Bob
Mintzer, Rachel Gould, Bruno Tommaso, Massimo Urbani,
Stevie Wonder.
Ha lavorato con le principali orchestre sinfoniche
italiane con direttori come George Pretre, Daniel Oren,
Luciano Berio, Giuseppe Sinopoli.
Ha composto e arrangiato per cinema, televisione, e
anche per la "Mingus Big Band" di New York e per la Big
Band di Pechino.
E' stato primo sax alto e arrangiatore della "Grande
Orchestra Nazionale di Jazz" diretta da Giorgio Gaslini.
Molto attivo anche come didatta, nel '96 ha pubblicato
per la Ricordi assieme a Pietro Tonolo il metodo "Scuola
di Sax".
Fra i fondatori della "Scuola Popolare di Musica del
Testaccio" di Roma, vi ha insegnato dal '79 all'84.
Ha insegnato sassofono al Conservatorio di Salerno
dall'83 all'89.
Dall'89 insegna al Conservatorio di Perugia.
Dal '94 insegna ai seminari estivi e ai corsi CEE di
Siena Jazz, dove dirige l'Orchestra Laboratorio, un
ensemble allargato a moltissimi studenti di vari livelli
dei corsi.
Nel gennaio 2000 ha realizzato con BIG BANG una
rilettura delle musiche di Herbie Nichols per il Teatro
Metastasio di Prato.
Ha appena registrato per la Egea il CD "Canzoni
dell'amore imperfetto". Nove canzoni originali con i
testi di Domenico Starnone in uno stile fra jazz e
musica popolare, interpretate da una piccola "all star"
in cui fa spicco la voce di Carla Marcotulli.
Programma "Omaggio a
Duke Ellington" / Audio files
"Nutcracker Suite" Ouverture
Toot Tootie Toot
Peanut Brittle Brigade
Sugar Rum Cherry
Entr’acte
Volga Vouty
Chinoiserie
Danse of the Floreadores
Arabesque Cookie
"Peer
Gynt Suite" Morning
Mood
In the Hall of the Mountain King
Solveig’s Song
Ase’s Death Anitra’s Dance
-------- Afro Bossa
Bluebird of Dehli
Sophisticated Lady
Organico musicisti
per il concerto "Omaggio a Duke Ellington"